La forfora è in sostanza formata da cellule epidermiche necrotizzate (morte). Si rende evidente con l’apparizione sul cuoio capelluto di particelle accompagnata spesso da prurito più o meno forte.
Può comparire a tutte le età, però maggiormente si manifesta nella pubertà e si localizza sul cuoio capelluto in particolare.
Per comprendere meglio l’argomento in relazione ai trattamenti da applicare è necessario suddividere la forfora in tre aspetti diversi tra loro:
FORFORA FISIOLOGICA
Si può definire forfora fisiologica lo strato corneo che si desquama in continuazione dall’epidermide. Nell’epidermide le cellule nascono nello strato basale, maturano nello strato malpighiano, invecchiano nello strato granuloso, si induriscono e muoiono negli strati lucido e corneo. Lo strato basale a causa di molti agenti esterni quali il sole, l’aria, i lavaggi, le pettinature e le spazzolature, si desquama in continuazione. È ovvio che in conseguenza alla desquamazione le cellule basali si trasformano in malpighiane, fino a che diventano cornee e cadono assumendo le caratteristiche della forfora fisiologica. La desquamazione fisiologica è poco appariscente in quanto le particelle cornee che si distaccano sono piccole e poco importanti.
FORFORA PATOLOGICA
Si può parlare di forfora patologica quando il distacco delle cellule è molto evidente e lo sfaldamento diventa anomalo. In realtà non si conosce l’origine di tale anomalia, ma molti scienziati la fanno derivare da:
- Insufficienze epatiche (disturbi del fegato)
- Disturbi del ricambio (alimentazione – eliminazione)
- Disturbi circolatori (circolazione linfatica e sanguigna)
- Fattori vitaminici (avitaminosi: assenza di vitamine, ipovitaminosi: carenze di vitamine, ipervitaminosi: eccesso di vitamine, disvitaminosi: cattiva utilizzazione delle vitamine da parte dell’organismo)
L’insieme di alcune di questa cause provocano con meccanismi e forme diverse, l’alterazione del complesso biologico idro-lipidico-proteico agendo sulla secrezione sudoripara, sulla secrezione sebacea e sul trofismo cellulare (processo nutritivo delle cellule).
Le alterazioni del complesso biologico idro-lipidico-proteico si manifestano con:
- Iperidrosi: molta acqua in superficie
- Disidrosi: poca acqua in superficie
- Seborrea: molti grassi in superficie
- Asteatosi: pochi grassi in superficie
- Ipertrofia: molte sostanze proteiche
- Atrofia: poche sostanze proteiche
IPERIDROSI: molta acqua in superficie
L’equilibrio idrico nei tessuti superficiali è data dalla sudorazione (traspirazione) e dal tenore in acqua delle stesse cellule.
Il sudore (emuntorio sudorale) prende valori di reazione alcalina (basica) in stati di grandi affaticamento e nell’esagerata sudorazione conseguenza di particolari affezioni della cute quali la psoriasi, l’eczema e l’acne. Si può quindi affermare che il pH alcalino, assunto dal sudore nell’iperidrosi ed unito ad un’eccessiva quantità d’acqua alla disgregazione della cheratina dello strato corneo dell’epidermide.
DISIDROSI: poca acqua in superficie
È noto che la pelle, per mezzo delle ghiandole sudoripare e dei vasi superficiali assolve anche alla funzione di termoregolazione (regolazione del calore corporeo).
Nel momento in cui l’organismo deve smaltire poco calore per mezzo dell’evaporazione del sudore, la superficie della cute presenta disidratazione, secchezza, ruvidezza e tendenza alla desquamazione. Allorquando la temperatura esterna si abbassa molto, avviene una reazione del sistema nervoso simpatico che fa restringere notevolmente il diametro dei capillari sanguigni e pertanto il sangue in circolazione diminuisce (meno sangue in circolazione = meno dispersione del calore). Il sistema nervoso simpatico agisce, in caso di bassa temperatura, rallentando la produzione del sudore con una conseguente traspirazione molto diminuita che si chiama perspiratio insensibilis che porta pochissima acqua nella superficie cutanea.
SEBORREA: molti grassi in superficie
L’eccessiva quantità di grassi sulla cute è causata dall’ipersecrezione sebacea (seborrea); l’eccesso di grasso imbibisce e rammollisce lo strato corneo dell’epidermide e lo fa rapidamente sfaldare. In casi di forfora e seborrea oleosa l’applicazione di buoni prodotti igienici antiforforali non darà mai quasi risultati positivi; risultati positivi si noteranno dopo l’applicazione di buoni prodotti antiseborroici.
ASTEATOSI: pochi grassi in superficie
La carenza di grassi sulla cute, spesso causata da una iposecrezione sebacea (scarsa secrezione di sebo), porta con facilità ad una importante desquamazione.
IPERTROFIA: molte sostanze proteiche
Le proteine sono sostanze complesse costituite da aminoacidi ed hanno il compito di formare la struttura delle cellule organiche; provengono dall’alimentazione, sono veicolate dai vasi sanguigni e provvedono al trofismo cellulare (nutrizione).
Quando si è in uno stato di ipertrofia le cellule germinali sono iper–alimentate e producono sostanze proteiche con grande abbondanza, con la conseguenza che si verifica una mitosi (proliferazione cellulare – cariocinesi) più attiva con la formazione di nuove cellule che provocano l’ispessimento della cute dando origine ad una cheratosi o ipercheratosi con lo sfaldamento delle cellule che provoca forte desquamazione.
ATROFIA: poche sostanze proteiche
Quando le cellule dello stato germinativo sono poco nutrite ed assumono scarse sostanze proteiniche si ha una mitosi (proliferazione cellulare – cariocinesi) più lenta ed una riduzione dello stato corneo della cute che si sfalda con estrema facilità a causa di stimoli esterni.
DISTROFIA CELLULARE
La distrofia cellulare, è causata da una corretta nutrizione delle cellule e può causare la variazione della quantità biologica dell’acqua, delle lipo-proteine, e dei sali alimentari contenuti nelle cellule.
AUTOINTOSSICAZIONE
Le insufficienze epatiche, i disordini di circolazione ed i disturbi del ricambio, presenti contemporaneamente nell’organismo possono provocare l’autointossicazione; quindi possiamo affermare che l’autointossicazione è un autoavvelenamento generale o locale causato dalla non eliminazione di tossine e/o rifiuti organici.
Tali tossine arrecano al sangue e alle secrezioni delle modificazioni che portano in crisi il sistema riproduttivo delle cellule ed il sistema di nutrizione delle stesse; infatti quando la cute non può eliminare le tossine insorge un intossicazione della cute causata dal fatto che le proteine di cheratina intossicate si modificano, induriscono, coagulano, si disidratano e vengono velocemente smaltite sotto forma di desquamazione cioè forfora.
Inoltre l’autointossicazione provoca spesso delle contrazioni nervose alterate che vanno a modificare le secrezioni ghiandolari normali con l’espulsione attraverso tali ghiandole di sebo e sudore alterati.
Infatti nell’iperidrosi alla grande sudorazione si mischia una certa quantità di urea che porta il cuoio capelluto, normalmente acido, ad alcalinizzarsi superficialmente. Tale modificazione del pH della pelle compromette l’effetto autosterilizzante (autodisinfettante) del mantello idrolipidico lasciando via libera alle infezioni cutanee. È noto che le infezioni sommate al pH diventato alcalino causano l’anormale desquamazione dell’epidermide (forfora).
Altra conseguenza dell’autointossicazione è la disidratazione cutanea causata dai sali minerali presenti nelle cellule; questi sali apportano acqua nelle cellule purché siano fissati nelle stesse dagli alcoli grassi. Quando nel sangue esiste uno squilibrio nel rapporto fissaggio/eliminazione dei sali minerali e pertanto un’eccessiva eliminazione di tali sali provoca la disidratazione cutanea che provoca una anomalia nutrizione e riproduzione delle cellule, la comparsa di rughe cutanee ed una forte desquamazione.
Le vitamine che interagiscono con i processi cutanei sono A, E, F, PP, H e le vitamine del gruppo B, quindi si ritiene che la presenza in eccesso o in difetto di alcune di esse modifichino l’aspetto della cute causando la forfora.
FORFORA OCCASIONALE
La forfora occasionale può essere originata da cause esterne che si possono suddividere in due gruppi:
- Microrganismi (infezioni)
- Trattamenti igienici errati
MICRORGANISMI
Tra i microrganismi responsabili della forfora occasionale c’è il Pityrosporum di Malassez che è un fungo parassita che ci annida nello strato corneo dell’epidermide che gli serve per alimento. La micosi causata dal Pityrosporum di Malassez provoca un forte prurito ed abbondante desquamazione.
Il Micrococco è responsabile di alcune forme di desquamazione con lamelle piuttosto grandi e che non crea prurito.
Altri microrganismi che si annidano nella forfora, che è fonte di nutrimento e di sviluppo ideale, sono: il Pytosporum Ovalis, lo Stafilococcus Aureus, lo Stafilococcus Albus ed il Coccus Polimorfus di Cederkreutz; tale batterio crea un’infiammazione della cute con presenza di siero che si amalgama alle squame di forfora formando una specie di melma che con facilità si può scambiare con seborrea.
I trattamenti igienici errati, per buona parte responsabili di molte anomali del cuoio capelluto e dei capelli, sono: shampoo troppo essiccanti, lozioni troppo alcoliche, abuso di sostanze alcaline, ossidanti, riducenti e phon e/o casco con aria surriscaldata.
TRATTAMENTI IGIENICI ERRATI
Fasi igieniche troppo essicanti
Lavare i capelli con shampoo troppo alcalini, l’uso di shampoo molto sgrassanti molto di frequente provocano l’impoverimento del sebo cutaneo con la conseguenza che lo strato epidermico, non più protetto adeguatamente, di disgrega producendo forfora.
Lozioni troppo alcoliche
L’alcool ha un’azione disidratante ed essiccante delle cheratine piuttosto intensa per cui l’applicazione di lozioni molto alcoliche possono sfaldare lo strato corneo dell’epidermide.
Abuso di sostanze alcaline-riducenti-ossidanti
Tali sostanze hanno caratteristiche cheratolitiche, cioè disgregatrici delle cheratine. Nei tessuti l’equilibrio chimico-fisico è dovuto dalla ossido-riduzione (metabolismo).
Nella reazione ossidante (catabolismo) i tessuti producono calore ed energia e di conseguenza le cellule si rovinano, mentre nelle reazione riducente (anabolismo) le cellule si ricostituiscono; a livello dell’epidermide le fasi di ossidazione e le fasi riducenti avvengono tra la cisteina (cheratina molle) e la cistina (cheratina dura).
Nella reazione ossidante la cisteina si trasforma in cistina, mentre nella reazione riducente avviene l’operazione inversa; quindi queste reazioni sono reversibili.
L’abuso di sostanze alcaline, riducenti ed ossidanti può rendere irreversibile questo processo e trasformare queste sostanze cheratinoidi in sostanze solubili e diverse da quelle di partenza con la conseguenza che lo strato epidermico tenderà a sfaldarsi ed a produrre forfora.
Phon con aria troppo calda
Il calore troppo secco tende a disidratare la cheratina ed a renderla fragile e friabile; questo effetto è reso più intenso se lo strato corneo epidermico è stato appena idratato con un lavaggio.
Trattamenti meccanici (grattamenti)
Sottoporre il cuoio capelluto ed i capelli a trattamenti con unghie, spazzole, pettine ecc, significa spesso provocare piccole lesioni di tipo abrasivo ed escoriativo che possono dare origine ad infiammazioni localizzate nella cute che sono seguite da desquamazione. Attraverso queste lesioni possono penetrare dei microrganismi patogeni (cocchi e miceti) per cui, in certi casi, la forfora conseguenza di trattamenti meccanici e/o trattamenti può essere accompagnata da una ipersecrezione sebacea che imbeve le squame forforacee che si appiccicano al cuoio capelluto.
Questo tipo di forfora si chiama pitiriasi steatoide.
DANNI PROVOCATI DALLA FORFORA
In alcuni casi la forfora provoca la caduta dei capelli e ne impedisce il normale ciclo fisiologico di ricambio; infatti la forfora favorisce l’insorgere di infezioni provocate da microbi di vario tipo che generano prurito, quindi si genera un ciclo perverso di prurito, trattamento, conseguenti lesioni superficiali e infezioni sempre più serie.
Da un punto di vista estetico la forfora dà un senso di untuoso di persona poco pulita con emanazione di cattivi odori dalla capigliatura.
TRATTAMENTO LOCALE DELLA FORFORA
La forfora patologica e la forfora occasionale possono essere trattate con trattamenti locali adeguati ed è ovvio che i risultati di soluzione totale ottenuti con la forfora occasionale non potranno mai essere raggiunti con la forfora patologica, tant’è vero che persone affette da quest’ultima anomalia dovranno sottoporre a controllo i loro capelli ogni sei mesi circa.
I trattamenti locali formulati correttamente dovranno svolgere le seguenti funzioni:
- Rendere solubile e distaccare la parte squamosa dello stato corneo della cute.
- Distruggere i microrganismi con un’adeguata azione antimicotica e disinfettante
- Avere un’azione antipruriginosa
- Favorire l’assorbimento delle sostanze attive ed antimicrobiche
- Stimolare gli elementi di autodifesa dell’organismo
- Attuare un’azione balsamica sulle cellule dell’epidermide
- Ricreare l’equilibrio del mantello acido-idro-lipidico della cute
Tags: alopecia capelli, Capelli, forfora, La Calvizie, prurito capelli



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