Alcune ricerche psicologiche effettuate su persone senza o con pochi capelli, hanno evidenziato che la calvizie, specialmente nei momenti in cui si manifesta, provoca gravi disagi, comprese depressioni e disadattamento.
Lo scienziato che riuscirà a mettere a punto un farmaco realmente efficace contro la calvizie, è destinato a concorrere con buone possibilità di vincita al premio Nobel.
Insistentemente, stampa e televisione ci bombardano con messaggi più o meno veritieri sulle nuove terapie contro la calvizie che purtroppo anziché dare un’informazione seria e corretta nei confronti di coloro che sono colpiti dal problema, non fanno che generare tanta confusione.
Esistono infatti messaggi pubblicitari insistenti e ambigui che arrivano ad esagerazioni assurde come promettere
risultati tanto immediati quanto impossibili, giocando anche con immagini di grande richiamo (prima e dopo la cura), purtroppo questo non danneggia solo il consumatore ma anche quelle aziende che investono in ricerca e nella qualificazione reale dei loro prodotti.
La preparazione di “cosmetici” destinati a migliorare la crescita e la salute dei capelli, abbiamo visto che è antica quanto il mondo; non sentiamoci pertanto banali o superficiali oggi, se diamo tanta importanza alla chioma.
Molte persone perdono i capelli per un motivo ben preciso, ma anziché affrontare il problema poiché si sentono ridicole nel farlo, iniziano a disperarsi (sappiate che la disperazione cronicizza la caduta) o persone che purtroppo arrivano al punto di non pettinarsi più, di non andare più dal parrucchiere, di contare tutti i capelli caduti, con i risultati che possiamo immaginare.
Proviamo a pensare a quando questo fenomeno colpisce le persone molto giovani, in quale stato di angoscia e umiliazione si possono venire a trovare: in loro subentra una rassegnazione, un senso quasi di impotenza, spesso avvalorato da diagnosi infauste.
Ed ecco che così sprofondano nella nevrosi, l’introversione inevitabile che ne deriva può condizionare la loro vita, non riescono più a studiare, a stare con gli altri, pensano solo ai capelli che cadono, al cuscino pieno o allo scarico della vasca che si ostruisce sempre!
E in questa paranoia risuonano le parole dei genitori: “Te l’avevo detto che ti lavi troppo i capelli!!” oppure “Te l’avevo detto che li dovevi tenere sempre corti!”.
Ma una persona in un simile stato di sconforto, non ha bisogno di queste parole perché la fanno sentire ancora più sola, con il problema che aumenta di proporzioni. Ha diritto a tutta l’attenzione possibile. A sentirsi ascoltata sul serio, non solo ripresa su tutti gli errori commessi che spesso non si dimostrano tali!
Per uscire da queste situazioni, occorrono intelligenza, razionalità e determinazione positiva. Spesso, l’inutile e frustrante ricerca del rimedio “miracoloso” porta solo a due grandi conseguenze: perdere tanto tempo prezioso e tanto denaro prezioso.
È uno strano destino quello dei capelli: da una parte chiunque (o quasi) farebbe di tutto per avere una bella e sana capigliatura, attribuendole una grande importanza estetica e psicologica, dall’altra proprio in ambito medico scientifico, non si dà grande credito al problema, soprattutto quando in gioco non vi è una patologia ben definita. Capita infatti che molti medici, addirittura dermatologi, considerino quasi degradante interessarsi a questi problemi tricologici che sono un po’ al confine tra salute e bellezza.
Viene allora da chiedersi: è possibile che sia così poco importante, la psicologia di una persona che vive meglio se si sente a posto tra la gente, più sicura di se stessa? Per qualcuno, come dicevamo prima, è una delle esperienze più frustranti e nello stesso tempo meno comprese da coloro che non hanno mai vissuto questa angoscia.
Abbiamo visto come la caduta dei capelli costituisca un problema esistenziale e preoccupante per chi ne è colpito, perché mette in discussione l’immagine fisica. La capigliatura vissuta sempre come riflesso di salute (fisica, morale, sessuale) diventa però fonte di disperazione, quando si sfoltisce e diventa spenta e poco attraente.
Questo è il motivo per cui, dopo il parrucchiere vengono consultate farmacie, dermatologi e istituti specializzati. Ed è soprattutto qui, dove ci si occupa solo di capelli, che chi vive il problema deve poter trovare un buon appoggio di tipo psicologico.
Questo perché vi è una certa psicosi che caratterizza le persone che soffrono di questa caduta, perché vedono cadere i capelli a manciate o perché hanno visto la loro capigliatura ridotta alla metà.
La persona si aspetta da chi la segue un atteggiamento comprensivo, che si manifesti interesse per il suo problema, ma soprattutto che gli sia consentito di esprimere la propria angoscia davanti a questa caduta.
Quante vite in crisi per colpa dei capelli: è molto difficile che il sesso forte si lasci andare a confidenze! Basta però scavare un po’ per capire quante angosce e depressioni si possono nascondere dietro una testa semicalva o una fronte troppo stempiata.
A volte non esiste conto in banca o successo professionale che possa ripagare la perdita di una capigliatura scomparsa precocemente…
Tags: caduta capelli, caduta fisiologica capelli, Capelli, cause caduta capelli, Consulenza problema capelli, perdere capelli, problema caduta capelli, problema capelli, problemi capelli, prurito capelli, trattamenti anticaduta






mappa del sito



