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	<title>Istituto Svizzero Dermes &#187; cuoio capelluto</title>
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		<title>Aspetti scientifici &gt; Struttura del capello</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 08:18:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aspetti Scientifici Ciclo di Ricrescita Aspetti Chimico Biologici I capelli sono peli che si sviluppano sul cuoio capelluto, sono situati in “alloggiamenti” a forma di sacco chiamati follicoli piliferi i quali sono inclinati rispetto alla linea di superficile cutanea di 75°. Ogni follicolo è associato, in corrispondenza del terzo superiore dello stesso, ad una ghiandola [...]]]></description>
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<li><a href="../ciclo-di-ricrescita-2/">Ciclo di   Ricrescita</a></li>
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</li>
</ul>
<p>I capelli sono peli che si sviluppano sul cuoio capelluto, sono  situati in “alloggiamenti” a forma di sacco chiamati <em>follicoli  piliferi</em> i quali sono inclinati rispetto alla linea di superficile  cutanea di 75°.</p>
<p>Ogni follicolo è associato, in corrispondenza del terzo superiore  dello stesso, ad una ghiandola produttrice di sebo (<em>sebacea</em>), il  risultato di questa unione prende il nome di <em>unità pilo-sebacea</em> o  <em>follicolo pilo-sebaceo.</em></p>
<p>Sotto la ghiandola sebacea si trova, sulla parete esterna del  follicolo, il muscolo erettore del capello.</p>
<p>Ghiandole e muscoli si posizionano sempre dalla parte dell&#8217;angolo  ottuso formato dall&#8217;asse del follicolo con la superficie orizzontale  dell&#8217;epidermide al fine di far assumere al pelo una posizione verticale.</p>
<p>Sono tre le parti che compongono un capello sviluppato:</p>
<p><a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/capello-capelli1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1336" title="capello-capelli" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/capello-capelli1.jpg" alt="" width="343" height="316" /></a>IL FUSTO (o stelo) rappresenta la parte esterna al follicolo quindi la parte visibile.</p>
<p>LA RADICE è una parte non visibile poichè inserita nella cute, posizionata tra l&#8217;attacco alla base del muscolo erettore del capello e la cavità del follicolo.</p>
<p>IL BULBO è la parte dove avviene la crescita del capello. Situato nella parte inferiore del follicolo il Bulbo contiene file di cellule germitive che costituiscono la matrice del capello.Queste cellule, una volta create, spingono verso l&#8217;alto quelle nate in precedenza le quali elaborano al loro interno una proteina (processo di cheratizzazione) che le rende sempre più rigide.</p>
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		<title>Aspetti scientifici &gt; Ciclo di ricrescita</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 09:12:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aspetti Scientifici Struttura del Capello Aspetti Chimico Biologici Le fasi della crescita dei capelli sono tre : ANAGENA : Anà = su, sopra &#8211; genà = genesi, nascita CATAGENA : Katà = giù &#8211; genà = genesi, nascita TELOGENA : Telòs = termine, fine &#8211; genà = genesi, nascita I capelli hanno un ciclo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a title="aspetti scientifici capello" href="/aspetti-chimico-scientifici/">Aspetti Scientifici</a>
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</li>
</ul>
<p><a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/aspetti-scientifici-capelli-capello-capelli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1422" title="aspetti-scientifici-capelli-capello-capelli" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/aspetti-scientifici-capelli-capello-capelli.jpg" alt="" width="240" height="294" /></a>Le fasi della crescita dei capelli sono tre :</p>
<ul>
<li>ANAGENA : Anà = su, sopra &#8211; genà = genesi, nascita</li>
<li>CATAGENA : Katà = giù &#8211; genà = genesi, nascita</li>
<li>TELOGENA : Telòs = termine, fine &#8211; genà = genesi, nascita</li>
</ul>
<p>I capelli hanno un ciclo di accrescimento che ha una durata determinata che si ripete molte volte nell&#8217;arco della vita di ogni essere umano; pertanto è fisiologico perdere un certo quantitativo di capelli quotidianamente.</p>
<p>Partendo dal presupposto che ogni individuo ha da <span style="text-decoration: underline;">100.000 a 150.000 capelli</span> in me­dia e che circa i190% di questi capelli è in &#8220;Fase Anagena&#8221;, ne consegue che circa il 10% è in fase di riposo &#8220;Fase Catagenica&#8221; e&#8221;Fase Telogenica&#8221;, quindi un individuo senza pro­blemi di capelli dovrebbe perdere da <span style="text-decoration: underline;">10.000 a 15.000 capelli</span> all&#8217;anno con una media giornaliera di circa 35 capelli. E&#8217; chiaro che tale caduta può essere influenzata da svariati fattori quali la stagionalità, il patrimonio genetico, il sesso e l&#8217;equilibrio degli ormoni; tant&#8217;è vero che in alcuni individui la caduta fisiologica quotidiana può arrivare addirittura <span style="text-decoration: underline;">a 90-100 capelli al giorno.</span></p>
<p>A differenza degli animali che hanno la caduta dei peli localizzata in determinati pe­riodi dell&#8217;anno <span style="text-decoration: underline;">muta);</span> nell&#8217;uomo i tre cicli vitali del capello <span style="text-decoration: underline;">(anaRen, catagen e telogen)</span> sono molto ben proporzionati rendendo impercettibile il ricambio fisiologico; in pratica i capelli nell&#8217;uomo nascono, crescono e muoiono secondo una ben precisa proporzione che garantisce in ogni periodo dell&#8217;anno una percentuale di capelli costante. Quando il capello che ha finito la sua vita cade e deposita nel fondo del FOLLICOLO la &#8220;Papilla Dermica&#8221; che, dopo un periodo di riposo di circa 4/5 mesi inizia un nuovo processo di &#8220;Mitosi&#8221; <span style="text-decoration: underline;">(scissione di una cellula in due cellule aventi le stesse caratteristiche)</span> e la &#8220;Matrice del Capello&#8221; comincia a dar vita ad un nuovo capello che inizierà a dar vita agli elementi co­stitutivi del capello e cioè <span style="text-decoration: underline;">1&#8242;epidermicola, la corticale e la midollare;</span> all&#8217;inizio le cellule organizzeranno la loro crescita verso il basso, poi, quando il BULBO sarà completamente formato, tenderà a spingersi verso l&#8217;alto fino a che uscirà sul cuoio capelluto. La maggio­ranza delle volte accade che sia il nuovo capello durante la fase di accrescimento a spin­gere fuori il vecchio capello che ha terminato il suo ciclo vitale. E&#8217; questo capello che ve­diamo sul cuscino, nel pettine o durante lo shampoo. Fino a che i capelli che cadono ven­gono rimpiazzati da capelli nuovi, come dicevamo, non sussisteranno i presupposti di una calvizie, ma quando, per motivi che analizzeremo più avanti, una parte di questi capelli daranno vita a capelli più deboli che avranno un ciclo sempre più breve fino a che non cresceranno più; allora si che ci dovremo preoccupare perchè più o meno rapidamente la calvizie ci colpirà e tutto ciò che potremo fare sarà mantenere i capelli residui perchè niente al mondo farà spuntare un capello nuovo da un FOLLICOLO ATROFIZZATO.</p>
<p><strong><a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/aspetti-scientifici_ciclo.jpg"><img class="size-full wp-image-1242 alignright" title="aspetti-scientifici_ciclo" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/aspetti-scientifici_ciclo.jpg" alt="" width="182" height="244" /></a>FASE ANAGENICA</strong></p>
<p>La maggior parte dei capelli si trovano in fase ANAGEN, i capelli spuntano sul cuoio capelluto, si accrescono e cadono in un periodo di tempo che va da <span style="text-decoration: underline;">2 a 4 anni</span> nell&#8217;uomo; nella donna questa fase può raggiungere i <span style="text-decoration: underline;">5 &#8211; </span><span style="text-decoration: underline;">6 anni.</span> In una capigliatura sana 1&#8217;85-90% circa dei capelli si trovano in questa fase. E&#8217; logico notare che nella stessa capigliatura i capelli più grossi e robusti hanno un ciclo più lungo rispetto a capelli più sottili. La fase ANAGEN è a tutti gli effetti una fase attiva perchè il capello si accresce. In questa fase il BULBO ha un&#8217;attività metabolica <span style="text-decoration: underline;">(di nutrimento e di accrescimento)</span> molto intensa tant&#8217;è vero che il capello assume un colore bruno scuro, è molto compatto ed elastico con la &#8220;Zona Cheratogena&#8221; di colore scuro con presenza di MELANINA nella &#8220;Matrjce Fonda­mentale del Capello&#8221; e, spesse volte, la MELANINA è presente anche nelle gitine che in­capsulano il capello. La &#8220;Papilla Dermica&#8221; viene introflessa nella &#8220;Matrice Fondamentale del Capello&#8221; e per questo motivo si trova direttamente a contatto con i terminali nervosi del DERMA ed i capillari sanguigni che provvedono ad ossigenare e nutrire in modo adeguato il capello in accrescimento .</p>
<p><strong><a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/catagen.jpg"><img class="size-full wp-image-1243 alignright" title="catagen" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/catagen.jpg" alt="" width="182" height="244" /></a></strong></p>
<p><strong>FASE CATAGENICA</strong></p>
<p>Quando il capello, terminata la fase ANAGEN, passa alla fase CATAGEN nel giro di <span style="text-decoration: underline;">2 -3 settimane</span> si nota una rapida diminuzione della scissione cellulare <span style="text-decoration: underline;">(mitosi o carioci­nesi)</span> fino a che tale funzione cessa completamente ed il bulbo si distacca leggermente dal follicolo salendo verso la superficie del derma. Questa fase è facilmente riconoscibile perché</p>
<p>il capello comincia a manifestare le prime avvisaglie di &#8220;Iponutrizione&#8221;; infatti si comincia a notare un evidente assottigliamento del BULBO in relazione alle dimensioni del FUSTO DEL CAPELLO unito ad un incurvamento tra l&#8217;asse del BULBO e dello STELO ed un assottigliamento apprezzabile tra le dimensioni del FUSTO DEL CAPELLO e del BULBO come era ipotizzabile in fase ANAGEN.</p>
<p><strong>FASE TELOGENICA<a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/telogen.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1246" title="telogen" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/telogen.jpg" alt="" width="182" height="244" /></a></strong></p>
<p>Questa fase di riposo del capello dura <span style="text-decoration: underline;">3 o 4 mesi</span> e durante tale periodo non si nota nel capello alcuna attività; il capello non cresce più, resta infisso nel follicolo e cadrà perché sollecitato meccanicamente dalla pettinatura, dalla spazzolatura o perché un nuovo ca­pello in fase ANAGEN lo spingerà fuori del follicolo in cui è situato.</p>
<p>Di norma in una capigliatura sana circa il 9-14% si trova in fase TELOGEN; se tale percentuale sale al 20% si può parlare di una modesta ed incipiente alopecia, mentre una percentuale del 30% significa che si è in presenza di una alopecia importante. E&#8217; da nota­re che nei bambini di norma la percentuale di capelli in fase TELOGEN <span style="text-decoration: underline;">non supera quasi</span> <span style="text-decoration: underline;">mai il 5%.</span> II capello in &#8220;Fase Telogenica&#8221; è in pratica un capello che ha terminato il suo ciclo fisiologico e vegetativo; infatti la &#8220;Radice del Capello&#8221; mostra un BULBO a forma di &#8220;clava&#8221; con il BULBO molto assottigliato ed i bordi molto frastagliati. Si tratta di un capello che non ha più ossigenazione e nutrimento dalla &#8220;Papilla Dermica&#8221; e resta infisso nel FOLLICOLO come un albero morto resta piantato in terra fino a che viene &#8220;spinto&#8221; verso l&#8217;esterno dal nuovo capello in fase ANAGEN.</p>
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		<title>Aspetti Scientifici</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Struttura del Capello Ciclo di Ricrescita Aspetti Chimico Biologici Il primo simposio De’ capelli et peli fu tenuto a Siena nel Granducato di Toscana dall’Accademia dei Fisiocratici nel 1626 da allora i progressi in questi campo sono cresciuti in maniera veramente notevole. I capelli crescono mediamente 1,5 cm al mese; la crescita maggiore avviene nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a href="http://www.dermes.it/struttura-del-capello/">Struttura del Capello</a></li>
<li><a href="http://www.dermes.it/ciclo-di-ricrescita-2/">Ciclo di Ricrescita</a></li>
<li><a href="http://www.dermes.it/aspetti-chimico-biologici/">Aspetti Chimico Biologici</a></li>
</ul>
<p><a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/aspetti-scientifici-capello1.jpg"><img class="size-full wp-image-1283 alignright" title="aspetti-scientifici-capello" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/aspetti-scientifici-capello1.jpg" alt="" width="121" height="150" /></a>Il primo simposio <em>De’ capelli et peli</em> fu tenuto a Siena nel  Granducato di Toscana dall’<em>Accademia dei Fisiocratici</em> nel 1626 da  allora i progressi in questi campo sono cresciuti in maniera veramente  notevole.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p>I capelli crescono mediamente 1,5 cm al mese; la crescita maggiore  avviene nelle donne che hanno anche un ciclo di vita dei capelli più  lungo dell’uomo; infatti il ciclo biologico femminile varia da 6 a 8  anni, mentre il ciclo maschile si completa da 2 a 3 anni.</p>
<p>La forma dei capelli varia da razza a razza:</p>
<ul>
<li>CAPELLI LISSOTRICI sono tipici della razza asiatica e dei pellirossa  ed hanno la caratteristica di essere assolutamente lisci.</li>
<li>CAPELLI CIMOTRICI, tipici della razza indoeuropea, sono sia lisci  che ondulati.</li>
<li>CAPELLI ULOTRICI, tipici della razza africana, sono crespi a spirale  chiusa e quindi difficilmente pettinabili.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/tipi_capelli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1280" title="tipi_capelli" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/06/tipi_capelli.jpg" alt="" width="603" height="264" /></a></p>
<p>Mediamente i capelli hanno un diametro di circa 70 micron (millesimi  di millimetro); i CAPELLI LISSOTRICI hanno il diametro maggiore, seguiti  dai CAPELLI CIMOTRICI, mentre i CAPELLI ULOTRICI sono i più sottili di  tutti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anomalie del cuoio capelluto</title>
		<link>http://www.dermes.it/anomalie-del-cuoio-capelluto/</link>
		<comments>http://www.dermes.it/anomalie-del-cuoio-capelluto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 14:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le principali anomalie del cuoio capelluto sono: Forfora (Pitiriasi) Seborrea (Ipersecrezione Sebacea) Cute secca (Asteatosi) FORFORA O PITIRIASI La forfora è in sostanza formata da cellule epidermiche necrotizzate (morte). Si rende evidente con l’apparizione sul cuoio capelluto di particelle accompagnata spesso da prurito più o meno forte. Può comparire a tutte le età, però maggiormente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="su" name="su"></a>Le principali anomalie del cuoio capelluto sono:</p>
<ul>
<li><strong><a href="#forfora">Forfora (Pitiriasi)</a></strong></li>
<li><strong><a href="#seborrea">Seborrea (Ipersecrezione Sebacea)</a></strong></li>
<li><strong><a href="#cute">Cute secca (Asteatosi)</a></strong></li>
</ul>
<p><a title="forfora" name="forfora"></a></p>
<h3>FORFORA O PITIRIASI</h3>
<p>La <strong>forfora</strong> è in sostanza formata da cellule epidermiche necrotizzate (morte). Si rende evidente <a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/forfora3.jpg"><img class="size-full wp-image-981 alignright" title="forfora" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/forfora3.jpg" alt="" width="130" height="150" /></a>con l’apparizione sul cuoio capelluto di particelle accompagnata spesso da prurito più o meno forte.<br />
Può comparire a tutte le età, però maggiormente si manifesta nella pubertà e si localizza sul cuoio capelluto in particolare.<br />
Per comprendere meglio l’argomento in relazione ai trattamenti da applicare è necessario suddividere la forfora in tre aspetti diversi tra loro:</p>
<ul>
<li><strong>Forfora fisiologica</strong></li>
<li><strong>Forfora patologica</strong></li>
<li><strong>Forfora occasionale</strong></li>
</ul>
<h4>FORFORA FISIOLOGICA</h4>
<p>Si può definire <strong>forfora fisiologica</strong> lo strato corneo che si desquama incontinuazione dall’epidermide.Nell’epidermide le cellule nascono nello strato <strong>basale</strong>, maturano nello strato <strong>malpighiano</strong>, invecchiano nello strato <strong>granuloso</strong>, si induriscono e muoiono negli strati <strong>lucido</strong> e <strong>corneo</strong>. Lo strato basale a causa di molti agenti esterni quali il sole, l’aria, i lavaggi, le pettinature e le spazzolature, si desquama in continuazione. È ovvio che in conseguenza alla desquamazione le cellule basali si trasformano in malpighiane, fino a che diventano cornee e cadono assumendo le caratteristiche della <strong>forfora fisiologica</strong>. La desquamazione fisiologica è poco appariscente in quanto le particelle cornee che si distaccano sono piccole e poco importanti.</p>
<h4>FORFORA PATOLOGICA</h4>
<p>Si può parlare di <strong>forfora patologica</strong> quando il distacco delle cellule è molto evidente e lo sfaldamento diventa anomalo. In realtà non si conosce l’origine di tale anomalia, ma molti scienziati la fanno derivare da:<strong><br />
</strong></p>
<ul>
<li><strong>Insufficienze epatiche</strong> (disturbi del fegato)</li>
<li><strong>Disturbi del ricambio</strong> (alimentazione – eliminazione)</li>
<li><strong>Disturbi circolatori</strong> (circolazione linfatica e sanguigna)</li>
<li><strong>Fattori vitaminici</strong> (<em>avitaminosi</em>: assenza di vitamine, <em>ipovitaminosi</em>: carenze di vitamine, <em>ipervitaminosi</em>: eccesso di vitamine, <em>disvitaminosi</em>: cattiva utilizzazione delle vitamine da parte dell’organismo)</li>
</ul>
<p>L’insieme di alcune di questa cause provocano con meccanismi e forme diverse, l’alterazione del <strong>complesso biologico idro-lipidico-proteico</strong> agendo sulla secrezione sudoripara, sulla secrezione sebacea e sul trofismo cellulare (processo nutritivo delle cellule).<br />
Le alterazioni del complesso biologico idro-lipidico-proteico si manifestano con:</p>
<ul>
<li><strong>Iperidrosi: </strong>molta acqua in superficie</li>
<li><strong>Disidrosi: </strong>poca acqua in superficie</li>
<li><strong>Seborrea: </strong>molti grassi in superficie</li>
<li><strong>Asteatosi: </strong>pochi grassi in superficie</li>
<li><strong>Ipertrofia: </strong>molte sostanze proteiche</li>
<li><strong>Atrofia: </strong>poche sostanze proteiche</li>
</ul>
<h5>IPERIDROSI: molta acqua in superficie</h5>
<p>L’equilibrio idrico nei tessuti superficiali è data dalla sudorazione (traspirazione) e dal tenore in acqua delle stesse cellule.<br />
Il sudore (emuntorio sudorale) prende valori di reazione alcalina (basica) in stati di grandi affaticamento e nell’esagerata sudorazione conseguenza di particolari affezioni della cute quali la <strong>psoriasi</strong>, l’<strong>eczema</strong> e l’<strong>acne</strong>. Si può quindi affermare che il <strong>pH alcalino</strong>, assunto dal sudore nell’<strong>iperidrosi</strong> ed unito ad un’eccessiva quantità d’acqua alla disgregazione della cheratina dello <strong>strato corneo</strong> dell’epidermide.</p>
<h5>DISIDROSI: poca acqua in superficie</h5>
<p>È noto che la pelle, per mezzo delle <strong>ghiandole sudoripare</strong> e dei <strong>vasi superficiali</strong> assolve anche alla <strong>funzione di termoregolazione</strong> (regolazione del calore corporeo).<br />
Nel momento in cui l’organismo deve smaltire poco calore per mezzo dell’evaporazione del sudore, la superficie della cute presenta disidratazione, secchezza, ruvidezza e tendenza alla desquamazione. Allorquando la temperatura esterna si abbassa molto, avviene una reazione del <strong>sistema nervoso simpatico</strong> che fa restringere notevolmente il diametro dei capillari sanguigni e pertanto il sangue in circolazione diminuisce (meno sangue in circolazione = meno dispersione del calore). Il sistema nervoso simpatico agisce, in caso di bassa temperatura, rallentando la produzione del sudore con una conseguente traspirazione molto diminuita che si chiama <em><strong>perspiratio insensibilis</strong></em> che porta pochissima acqua nella superficie cutanea.</p>
<h5>SEBORREA: molti grassi in superficie</h5>
<p>L’eccessiva quantità di grassi sulla cute è causata dall’ipersecrezione sebacea (seborrea); l’eccesso di grasso imbibisce e rammollisce lo <strong>strato corneo dell’epidermide</strong> e lo fa rapidamente sfaldare. In casi di forfora e seborrea oleosa l’applicazione di buoni prodotti igienici antiforforali non darà mai quasi risultati positivi; risultati positivi si noteranno dopo l’applicazione di buoni prodotti antiseborroici.</p>
<h5>ASTEATOSI: pochi grassi in superficie</h5>
<p>La carenza di grassi sulla cute, spesso causata da una <strong>iposecrezione sebacea</strong> (scarsa secrezione di sebo), porta con facilità ad una importante desquamazione.</p>
<h5>IPERTROFIA: molte sostanze proteiche</h5>
<p>Le proteine sono sostanze complesse costituite da <strong>aminoacidi</strong> ed hanno il compito di <strong>formare la struttura delle cellule organiche</strong>; provengono dall’alimentazione, sono veicolate dai vasi sanguigni e provvedono al <strong>trofismo cellulare</strong> (nutrizione).<br />
Quando si è in uno stato di <strong>ipertrofia</strong> le cellule germinali sono iper–alimentate e producono sostanze proteiche con grande abbondanza, con la conseguenza che si verifica una <strong>mitosi</strong> (proliferazione cellulare – cariocinesi) più attiva con la formazione di nuove cellule che provocano l’ispessimento della cute dando origine ad una <strong>cheratosi</strong> o <strong>ipercheratosi</strong> con lo sfaldamento delle cellule che provoca forte desquamazione.</p>
<h5>ATROFIA: poche sostanze proteiche</h5>
<p>Quando le cellule dello stato germinativo sono poco nutrite ed assumono scarse sostanze proteiniche si ha una mitosi (proliferazione cellulare – cariocinesi) più lenta ed una riduzione dello stato corneo della cute che si sfalda con estrema facilità a causa di stimoli esterni.</p>
<h5>DISTROFIA CELLULARE</h5>
<p>La distrofia cellulare, è causata da una corretta nutrizione delle cellule e può causare la variazione della quantità biologica dell’acqua, delle lipo-proteine, e dei sali alimentari contenuti nelle cellule.</p>
<h5>AUTOINTOSSICAZIONE</h5>
<p>Le <strong>insufficienze epatiche</strong>, i <strong>disordini di circolazione</strong> ed i <strong>disturbi del ricambio</strong>, presenti contemporaneamente nell’organismo possono provocare l’<strong>autointossicazione</strong>; quindi possiamo affermare che l’autointossicazione è un autoavvelenamento generale o locale causato dalla non eliminazione di <strong>tossine</strong> e/o <strong>rifiuti organici</strong>.<br />
Tali <strong>tossine</strong> arrecano al sangue e alle secrezioni delle modificazioni che portano in crisi il sistema riproduttivo delle cellule ed il sistema di nutrizione delle stesse; infatti quando la cute non può eliminare le tossine insorge un intossicazione della cute causata dal fatto che le <strong>proteine di cheratina</strong> intossicate si modificano, induriscono, coagulano, si disidratano e vengono velocemente smaltite sotto forma di desquamazione cioè <strong>forfora</strong>.<br />
Inoltre l’<strong>autointossicazione</strong> provoca spesso delle <strong>contrazioni nervose alterate</strong> che vanno a modificare le <strong>secrezioni ghiandolari normali</strong> con l’espulsione attraverso tali ghiandole di <strong>sebo</strong> e <strong>sudore</strong> alterati.<br />
Infatti nell&#8217;<strong>iperidrosi</strong> alla grande sudorazione si mischia una certa quantità di urea che porta il <strong>cuoio capelluto</strong>, normalmente acido, ad alcalinizzarsi superficialmente. Tale modificazione del pH della pelle compromette l’effetto autosterilizzante (autodisinfettante) del <strong>mantello idrolipidico</strong> lasciando via libera alle infezioni cutanee. È noto che le infezioni sommate al pH diventato alcalino causano l’anormale desquamazione dell’epidermide (forfora).<br />
Altra conseguenza dell’<strong>autointossicazione</strong> è la <strong>disidratazione cutanea</strong> causata dai <strong>sali minerali</strong> presenti nelle cellule; questi sali apportano acqua nelle cellule purché siano fissati nelle stesse dagli <strong>alcoli grassi</strong>. Quando nel sangue esiste uno squilibrio nel rapporto <strong>fissaggio</strong>/<strong>eliminazione</strong> dei <strong>sali minerali</strong> e pertanto un’eccessiva eliminazione di tali sali provoca la disidratazione cutanea che provoca una anomalia nutrizione e riproduzione delle cellule, la comparsa di rughe cutanee ed una forte desquamazione.<br />
Le vitamine che interagiscono con i processi cutanei sono <strong>A</strong>, <strong>E</strong>, <strong>F</strong>, <strong>PP</strong>, <strong>H</strong> e le vitamine del <strong>gruppo B</strong>, quindi si ritiene che la presenza in eccesso o in difetto di alcune di esse modifichino l’aspetto della cute causando la forfora.</p>
<h4>FORFORA OCCASIONALE</h4>
<p>La forfora occasionale può essere originata da cause esterne che si possono suddividere in due gruppi:</p>
<ul>
<li><strong>Microrganismi (infezioni)</strong></li>
<li><strong>Trattamenti igienici errati</strong></li>
</ul>
<h5>MICRORGANISMI</h5>
<p>Tra i <strong>microrganismi</strong> responsabili della forfora occasionale c’è il <strong>Pityrosporum di Malassez</strong> che è un fungo parassita che ci annida nello strato <strong>corneo dell’epidermide</strong> che gli serve per alimento. La micosi causata dal <strong>Pityrosporum di </strong><strong>Malassez</strong> provoca un forte prurito ed abbondante desquamazione.<br />
Il <strong>Micrococco</strong> è responsabile di alcune forme di desquamazione con lamelle piuttosto grandi e che non crea prurito.<br />
Altri microrganismi che si annidano nella forfora, che è fonte di nutrimento e di sviluppo ideale, sono: il <strong>Pytosporum Ovalis</strong>, lo <strong>Stafilococcus Aureus</strong>, lo <strong>Stafilococcus Albus</strong> ed il <strong>Coccus Polimorfus di Cederkreutz</strong>; tale batterio crea un’infiammazione della cute con presenza di siero che si amalgama alle squame di forfora formando una specie di melma che con facilità si può scambiare con <strong>seborrea</strong>.</p>
<p>I trattamenti igienici errati, per buona parte responsabili di molte anomali del cuoio capelluto e dei capelli, sono: shampoo troppo essiccanti, lozioni troppo alcoliche, abuso di sostanze alcaline, ossidanti, riducenti e phon e/o casco con aria surriscaldata.</p>
<h5>TRATTAMENTI IGIENICI ERRATI</h5>
<h6>Fasi igieniche troppo essicanti</h6>
<p><a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/fasi_igien5.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-983" title="fasi_igien" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/fasi_igien5.gif" alt="" width="37" height="36" /></a>Lavare i capelli con shampoo troppo alcalini, l’uso di shampoo molto sgrassanti molto di frequente provocano l’impoverimento del sebo cutaneo con la conseguenza che lo strato epidermico, non più protetto adeguatamente, di disgrega producendo forfora.</p>
<h6>Lozioni troppo alcoliche</h6>
<p><a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/lozioni4.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-984" title="lozioni" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/lozioni4.gif" alt="" width="36" height="36" /></a>L’alcool ha un’azione disidratante ed essiccante delle <strong>cheratine</strong> piuttosto intensa per cui l’applicazione di lozioni molto alcoliche possono sfaldare lo <strong>strato corneo dell’epidermide</strong>.</p>
<h6>Abuso di sostanze alcaline-riducenti-ossidanti</h6>
<p><a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/abuso_alcalini5.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-986" title="abuso_alcalini" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/abuso_alcalini5.gif" alt="" width="36" height="36" /></a>Tali sostanze hanno caratteristiche <strong>cheratolitiche</strong>, cioè disgregatrici delle <strong>cheratine</strong>. Nei tessuti l’equilibrio chimico-fisico è dovuto dalla <strong>ossido-riduzione</strong> (metabolismo).<br />
Nella <strong>reazione ossidante</strong> (catabolismo) i tessuti producono calore ed energia e di conseguenza le cellule si rovinano, mentre nelle <strong>reazione riducente</strong> (anabolismo) le cellule si ricostituiscono; a livello dell’epidermide le <strong>fasi di ossidazione</strong> e le <strong>fasi riducenti</strong> avvengono tra la <strong>cisteina</strong> (cheratina molle) e la <strong>cistina</strong> (cheratina dura).<br />
Nella reazione ossidante la cisteina si trasforma in cistina, mentre nella reazione riducente avviene l’operazione inversa; quindi queste <strong>reazioni</strong> sono reversibili.<br />
L’abuso di sostanze alcaline, riducenti ed ossidanti può rendere irreversibile questo processo e trasformare queste sostanze <strong>cheratinoidi</strong> in sostanze solubili e diverse da quelle di partenza con la conseguenza che lo strato epidermico tenderà a sfaldarsi ed a produrre forfora.</p>
<h6>Phon con aria troppo calda</h6>
<p><a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/phon3.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-987" title="phon" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/phon3.gif" alt="" width="36" height="36" /></a>Il calore troppo secco tende a disidratare la <strong>cheratina</strong> ed a renderla fragile e friabile; questo effetto è reso più intenso se lo <strong>strato corneo epidermico</strong> è stato appena idratato con un lavaggio.</p>
<h6>Trattamenti meccanici (grattamenti)</h6>
<p><a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/grattamenti2.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-988" title="grattamenti" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/grattamenti2.gif" alt="" width="36" height="36" /></a>Sottoporre il cuoio capelluto ed i capelli a trattamenti con unghie, spazzole, pettine ecc, significa spesso provocare piccole lesioni di tipo abrasivo ed escoriativo che possono dare origine ad infiammazioni localizzate nella cute che sono seguite da desquamazione. Attraverso queste lesioni possono penetrare dei <strong>microrganismi patogeni</strong> (cocchi e miceti) per cui, in certi casi, la forfora conseguenza di trattamenti meccanici e/o trattamenti può essere accompagnata da una <strong>ipersecrezione sebacea</strong> che imbeve le squame forforacee che si appiccicano al cuoio capelluto.<br />
Questo tipo di forfora si chiama <strong>pitiriasi steatoide</strong>.</p>
<h4>DANNI PROVOCATI DALLA FORFORA</h4>
<p>In alcuni casi la <strong>forfora</strong> provoca la caduta dei capelli e ne impedisce il normale ciclo fisiologico di ricambio; infatti la forfora favorisce l’insorgere di infezioni provocate da microbi di vario tipo che generano prurito, quindi si genera un ciclo perverso di prurito, trattamento, conseguenti lesioni superficiali e infezioni sempre più serie.<br />
Da un punto di vista estetico la forfora dà un senso di untuoso di persona poco pulita con emanazione di cattivi odori dalla capigliatura.</p>
<h4>TRATTAMENTO LOCALE DELLA FORFORA</h4>
<p>La <strong>forfora patologica</strong> e la <strong>forfora occasionale</strong> possono essere trattate con <strong>trattamenti locali</strong> adeguati ed è ovvio che i risultati di soluzione totale ottenuti con la forfora occasionale non potranno mai essere raggiunti con la forfora patologica, tant’è vero che persone affette da quest’ultima anomalia dovranno sottoporre a controllo i loro capelli ogni sei mesi circa.<br />
I <strong>trattamenti locali</strong> formulati correttamente dovranno svolgere le seguenti funzioni:</p>
<ul>
<li>Rendere solubile e distaccare la parte squamosa dello <em>stato corneo</em> della cute.</li>
<li>Distruggere i microrganismi con un’adeguata azione antimicotica e disinfettante</li>
<li>Avere un’azione antipruriginosa</li>
<li>Favorire l’assorbimento delle sostanze attive ed antimicrobiche</li>
<li>Stimolare gli elementi di autodifesa dell’organismo</li>
<li>Attuare un’azione balsamica sulle cellule dell’epidermide</li>
<li>Ricreare l’equilibrio del <em>mantello acido-idro-lipidico</em> della cute</li>
</ul>
<p><a href="#su"><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/torna_su.gif" border="0" alt="torna su" /> Torna su</a></p>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a></p>
<h3><a title="seborrea" name="seborrea"></a>SEBORREA O IPERSECREZIONE SEBACEA</h3>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a>Il termine <strong>seborrea</strong> ha il significato di <strong>secrezione sebacea</strong> vale a dire produzione ed eliminazione del sebo da parte delle ghiandole sebacee; per capire quale soluzione adottare la seborrea si può dividere in:</p>
<ul>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a><strong> Seborrea fisiologica</strong></li>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a><strong> Seborrea patologica</strong></li>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a><strong> Seborrea occasionale</strong></li>
</ul>
<h4><a title="seborrea" name="seborrea"></a>SEBORREA FISIOLOGICA</h4>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a>Il fatto che le <strong>ghiandole sebacee</strong> secernano la secrezione sebacea è un fatto assolutamente normale; tale processo inizia nella pubertà. La secrezione sebacea è importantis­sima perché contribuisce a creare il mantello acido-idro-lipidico che protegge la cute nell’uomo.<br />
Quando la secrezione sebacea è abnorme questa funzione normale si trasforma in un’anomalia della cute e prende il nome di <strong>ipersecrezione sebacea</strong> o <strong>eccesso di seborrea</strong>, per uso comune questa anomalia è conosciuta come <strong>seborrea fisiologica</strong>.</p>
<h4><a title="seborrea" name="seborrea"></a>SEBORREA PATOLOGICA</h4>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a>Si ritiene che la <strong>seborrea patologica</strong> sia originata da disfunzioni interne conco­mitanti e le disfunzioni più attendibili sono quelle in appresso specificate:</p>
<ul>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a><strong> Disturbi digestivi</strong> (disfunzioni epatiche ed intestinali)</li>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a><strong> Disturbi del ricambio</strong> (alimentazione, eliminazione)</li>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a><strong> Autointossicazione</strong></li>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a><strong> Situazione endocrina anormale</strong> (squilibri ormonali)</li>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a><strong> Fattori nervosi</strong></li>
</ul>
<h5><a title="seborrea" name="seborrea"></a>DISTURBI DIGESTIVI</h5>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/digestione.gif" alt="digestione problema capelli" align="left" />I disturbi digestivi sono in genere causati da un’alimentazione troppo ricca di grassi e dalla loro difettosa trasformazione (metabolismo); di norma i grassi animali e vegetali, assunti per mezzo del cibo, sono prelevati nell’intestino dai <strong>villi intestinali</strong> e trasportati al fegato dove vengono elaborati per essere poi utilizzati adeguatamente da parte dell’or­ganismo.<br />
Il sebo è composto da diverse sostanze tra cui, di interesse tricologico, i <strong>grassi idrofili</strong> (che hanno la capacità di mescolarsi all’acqua) che vengono scomposti in <strong>acidi grassi</strong> ed eliminati col sebo per cui è ovvio che, a seguito di un’alimentazione troppo ricca di grassi, essi verranno eliminati in modo abnorme per mezzo della <strong>secre­zione sebacea</strong>.<br />
Inoltre ci sono altre cause che favoriscono l’eccesso di eliminazione del sebo da parte delle ghiandole sebacee; infatti sappiamo che la facoltà autosterilizzante (disinfettan­te, antibiotica) del <strong>mantello acido-idro-lipidico</strong> cutaneo è dovuta agli acidi grassi contenuti nel sebo, quindi allorché questi <strong>grassi</strong> perdono le loro caratteristiche antibio­tiche, a causa di una cattiva trasformazione dei grassi da parte del fegato, l’organismo tenta di supplire eliminando un maggior quantitativo di grassi.</p>
<h5><a title="seborrea" name="seborrea"></a>DISTURBI DEL RICAMBIO</h5>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/ricambio.gif" alt="ricambio capelli" align="left" />I disturbi del ricambio sono causati da <strong>fattori digestivi</strong>, infatti i <strong>grassi</strong> sono parte molto importante della struttura chimica della cute; se però questi elementi hanno una composi­zione chimica difettosa non possono essere usati dalla pelle e vengono eliminati. Dato che la cute ha bisogno di altri grassi, l’organismo continua a fornirne (difettosi ed inutiliz­zabili) instaurando così un ciclo perverso.</p>
<h5><a title="seborrea" name="seborrea"></a>AUTOINTOSSICAZIONE</h5>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/autointossic.gif" alt="autointossicazione problema capello" align="left" />I <em>disturbi digestivi</em> ed i <em>disturbi del ricambio</em> possono procurare l’<strong>autointossi­cazione</strong>. Tale patologia può alterare le contrazioni nervose che a loro volta modifi­cano le normali secrezioni ghiandolari che finiscono con l’espulsione di <strong>rifiuti orga­nici</strong> per mezzo del sebo e del sudore.</p>
<h5><a title="seborrea" name="seborrea"></a>SITUAZIONE ENDOCRINA ANORMALE</h5>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/endocrino.gif" alt="seborrea ghiandole endocrine" align="left" />È abbastanza accreditata l’ipotesi, anche se manca l’assoluta certezza, che la <strong>seborrea</strong> sia condizionata dall’influenza delle <strong>ghiandole endocrine</strong> (a secrezione interna) infatti parecchi studi hanno appurato che le secrezioni delle <strong>ghiandole sessuali</strong> (androgeni te­sticolari, nel maschio, e progesterone e follicolina, nelle femmine) assumono un aspetto determinante nella secrezione sebacea pertanto degli squilibri ormonali della <strong>tiroide</strong> e della <strong>ipofisi</strong> potrebbero causare, attraverso complessi meccanismi biochi­mici, una fortissima secrezione sebacea. I periodi in cui avviene questa grande secre­zione sebacea sono la pubertà e la menopausa.</p>
<h5><a title="seborrea" name="seborrea"></a>FATTORI NERVOSI</h5>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/nerv.gif" alt="sistema vagamente simpatico" align="left" />È noto che l’equilibrio del <strong>sistema vago-simpatico</strong> favorisce delle azioni sulla re­golazione dell’afflusso del sangue alla cute, sugli scambi cellulari e sulla secrezione ghiandolare; quando il sistema vago prevale sul sistema simpatico (<em>vagotonia</em>) cau­sa un’accelerazione della circolazione del sangue e della secrezione sebacea con la con­seguente eccessiva polluzione di sebo.</p>
<h4><a title="seborrea" name="seborrea"></a>SEBORREA OCCASIONALE</h4>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a>La <strong>seborrea occasionale</strong> può avere origine da cause esterne all’organismo umano; queste cause si possono dividere in:</p>
<ul>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a><strong> Fattori ambientali</strong></li>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a><strong> Trattamenti sbagliati</strong></li>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a><strong> Microrganismi patogeni</strong> (infezioni)</li>
</ul>
<h5><a title="seborrea" name="seborrea"></a>FATTORI AMBIENTALI</h5>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a>Una delle cause più scatenanti della seborrea occasionale è data dal calore dell’ambiente in cui si vive o si lavora; infatti con il calore in aumento si ha una maggiore secrezione sebacea che è causata dalla vasodilatazione della cute che crea un’<strong>iperemia</strong> (maggiore afflusso del sangue) con conseguente eliminazione di sostanze sebacee sul cuoio capelluto. Naturalmente questo fenomeno è maggiormente avvertito da chi lavora in ambienti caldi ed umidi e spesso la seborrea è associata ad <strong>iperidrosi</strong> (eccessi­va sudorazione) ed i capelli si appesantiscono e diventano molto untuosi.</p>
<h5><a title="seborrea" name="seborrea"></a>TRATTAMENTI SBAGLIATI</h5>
<h6><a title="seborrea" name="seborrea"></a>Fasi igieniche troppo essicanti</h6>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/fasi_igien.gif" alt="fasi igieniche" align="left" />Nella prassi igienica sono assolutamente da evitare shampoo alcalini poiché, avendo un’azione troppo sgrassante, provocano uno stimolo alle <strong>ghiandole sebacee</strong> che le porta ad avere una maggior secrezione.<br />
È noto inoltre che il <strong>mantello acido-idro-lipidico</strong> e formato in gran parte dal sebo che, asportato in modo troppo aggressivo, può riprodursi di circa il 50% in tempi brevissimi; questo ci fa supporre che la quantità di sebo necessaria a ristabilire 1’equilibrio acido­-idro-lipidico avvenga tra l’epidermide e gli strati profondi del derma <strong>per via nervosa</strong>. In ogni caso una forte azione detergente cutanea può provocare due problemi opposti:</p>
<ul>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a> Esagerata secrezione sebacea come reazione alla richiesta di sebo</li>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a> Essiccamento della cute con desquamazioni importanti in caso di mancata reazione allo stimolo di richiesta sebacea</li>
</ul>
<h6><a title="seborrea" name="seborrea"></a>Lozioni troppo alcoliche</h6>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/lozioni.gif" alt="lozioni troppo alcoliche" align="left" />L’alcol ha insieme un effetto essiccante sulla cute e contemporaneamente esercita un ef­fetto stimolante sulle <strong>ghiandole sebacee</strong> ed in buona sostanza può provocare gli stessi problemi creati da shampoo troppo alcalini.</p>
<h6><a title="seborrea" name="seborrea"></a>Abuso di sostanze alcaline</h6>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/abuso_alcalini.gif" alt="abuso alcalini" align="left" />Le sostanze troppo alcaline sgrassano, sensibilizzano la cute, hanno un’azione disgregatri­ce sulla <strong>cheratina</strong> e provocano reazioni del tipo visto nel paragrafo “Fasi igieniche troppo essicanti” trattato sopra.</p>
<h6><a title="seborrea" name="seborrea"></a>Massaggi troppo pesanti</h6>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/grattamenti.gif" alt="grattamenti cuoio capelluto" align="left" />Il massaggio è estremamente utile al cuoio capelluto, poiché lo mobilizza rispetto al ta­volato osseo, toglie le tensioni, provoca lo svuotamento dei canali escretori delle ghian­dole sebacee, ha un effetto <strong>iperemizzante</strong> (di richiamo del sangue) sulla cute e quindi mi­gliora l’alimentazione e la vita della <strong>papilla germinativa</strong> del capello, ma esagerare nel massaggio significa anche maggior richiamo di sebo, maggior richiamo di sangue con più rifiuti da eliminare. Per finire è necessario tenere presente che il massaggio non deve, come del resto accade in tutte le cose, essere mai eccessivo; un massaggio moderato di cinque minuti è sufficiente a dare il necessario giovamento al cuoio capelluto.</p>
<h6><a title="seborrea" name="seborrea"></a>Spazzolatura</h6>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/spazz.gif" alt="spazzola trattamenti meccanici capelli" align="left" />La spazzolatura frequente è importante ed utile al cuoio capelluto poiché ha un impor­tante effetto <strong>iperemizzante</strong> (di richiamo del sangue) sul cuoio capelluto sfruttando la tra­zione, che le setole della spazzola fanno sul capello, si provoca il sollevamento della cute vicina al capello che fa una sorta di “pompaggio” che favorisce la circolazione sanguigna. Per concludere è importante sottolineare quanto detto nel capoverso precedente e cioè di non esagerare nella spazzolatura e di mantenere come si suol dire “il giusto mezzo”.</p>
<h5><a title="seborrea" name="seborrea"></a>MICRORGANISMI PATOGENI</h5>
<h6><a title="seborrea" name="seborrea"></a>Demodex follicolorum</h6>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a>Il <strong>Demodecio dei follicoli</strong> (Demodex folliculorum) è un artropode parassita dell’ordine degli Acarina.<br />
È una larva parassita che provoca la variazione della compo­sizione chimica del sebo stimolando l’apparato ghiandolare sebaceo ad un’ipersecrezione.</p>
<h4><a title="seborrea" name="seborrea"></a>DANNI PROVOCATI DALLA SEBORREA</h4>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a>La <strong>seborrea</strong> provoca in molti casi la caduta dei capelli e molto di frequente ne impe­disce la normale ricrescita con l’instaurarsi di un’anomalia detta <strong>Alopecia Seborroica</strong>. I danni al cuoio capelluto avvengono perché dove c’è molta seborrea possono verifi­carsi infezioni provocate da microrganismi patogeni.<br />
Le persone affette da seborrea danno l’impressione di essere poco pulite (capelli unti, cattivo odore emanato dagli stessi) e, se la secrezione sebacea è di tipo oleoso, i capelli si appesantiscono e tenerli acconciati diventa spesso un vero dramma.</p>
<h4><a title="seborrea" name="seborrea"></a>TRATTAMENTO LOCALE DELLA SEBORREA</h4>
<p><a title="seborrea" name="seborrea"></a>Sia nella seborrea patologica che nella seborrea occasionale si pos­sono ottenere dei buoni risultati sottoponendo il cuoio capelluto localmente ad adeguati <strong>trattamenti locali</strong> e, come già detto nel paragrafo “Trattamento locale della forfora” i risultati di totale soddisfazione raggiungibili con la seborrea occasionale non potranno essere conseguite con la seborrea patologica. Come già detto prima, le persone sottoposte a trattamento per seborrea patologica dovranno fare un controllo se­mestrale del cuoio capelluto e dei capelli.<br />
Un buon <strong>trattamento antiseborroico</strong> dovrà assolvere alle seguenti funzioni:</p>
<ol>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a> Deve svolgere un’azione antisettica</li>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a> Nelle formule ci devono essere delle sostanze liposolubili (che hanno la facoltà di sciogliere i grassi) o dei solventi dei <strong>lipidi</strong> (grassi) che permettono alle sostanze biologi­camente attive di raggiungere le <strong>ghiandole sebacee</strong>.</li>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a> I trattamenti devono ridurre la ipersecrezione sebacea con un’azione lenitiva svolta da alcune sostanze attive quali: una serie di aminoacidi, lo zolfo, il catrame di pino.</li>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a> Esercitare un’<strong>azione astringente</strong> sulle ghiandole sebacee e sul <strong>follicolo</strong> del ca­pello.</li>
<li><a title="seborrea" name="seborrea"></a> Un buon trattamento deve avere la caratteristica di neutralizzare gli odori di ranci­do provocato dall’ossidazione superficiale dei lipidi (grassi).</li>
</ol>
<p><a href="#su"><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/torna_su.gif" border="0" alt="torna su" /> Torna su</a></p>
<p><a title="cute" name="cute"></a></p>
<h3>CUTE SECCA O ASTEATOSI</h3>
<p>L’<strong>asteatosi</strong> è causata dalla scarsezza di <strong>sostanze lipidiche</strong> (grasse) nel cuoio capelluto e di solito è accompagnata una forte disidratazione; questa anomalia e spesso causata da:</p>
<ul>
<li><strong> Fattori interni </strong>(disfunzioni organiche)</li>
<li><strong> Fattori esterni</strong></li>
</ul>
<h4>FATTORI INTERNI</h4>
<h5>DISIDRATAZIONE</h5>
<p><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/disidratazione.gif" alt="disidratazione cuoio capelluto" align="left" />La <strong>disidratazione</strong> della cute è spesso causata da <strong>autointossicazione</strong> in quanto se è vero che i <strong>sali minerali</strong> presenti nelle cellule fanno sì che l’acqua si trattenga nelle cellule stesse purché vengano fissati dagli <strong>alcoli grassi</strong>, quando vi è un’eccedenza troppo massiccia di questi alcoli nel sangue avviene uno squilibrio nel fissaggio e/o eliminazione dei sali minerali con la conseguenza che l’eccessiva eliminazione di questi sali provoca inevitabilmente una <strong>disidratazione cutanea</strong>. Anche la mancanza della vitamina “A” può causare l’asteatosi e la conseguente <strong>avi­taminosi</strong> prende il nome di <em>frinoderma</em> o “pelle di rospo”. Una causa non trascurabile della disidratazione è causata dal continuo sottoporre la cute all’azione degli <strong>alcali</strong> e/o <strong>sostanze disseccanti</strong> quali i cloruri, i solfati, la tintura di iodio, l’alcol, ecc.</p>
<h4>FATTORI ESTERNI</h4>
<h5>FATTORI AMBIENTALI</h5>
<p><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/ambientali.gif" alt="fattori ambientali cura capello" align="left" />Alla <strong>disidratazione cutanea</strong>, già spiegata nel capitolo &#8220;Forfora&#8221;, paragrafo “Disidrosi”, c’è comunque da aggiungere che la bassa temperatura esterna causa la dra­stica riduzione della sudorazione con deficienza di liquidi sulla cute.</p>
<h5>FASI IGIENICHE TROPPO ESSICANTI</h5>
<p><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/fasi_igien.gif" alt="fasi igieniche" align="left" />L’uso di shampoo alcalini e di shampoo molto sgrassanti provoca spesso l’impoveri­mento dei fattori lipidici (dei grassi) nella cute. Il sebo è composto da un complesso di <strong>grassi idrofili</strong> (che hanno affinità con l’acqua) ed è costituito da <strong>steroidi</strong> che vengo­no usati dal cuoio capelluto. Questi composti si formano grazie alla combinazione chimi­ca di <strong>acidi grassi</strong> con gli <strong>alcoli grassi</strong>; quando delle prassi igieniche molto energiche asportano gli acidi grassi, la superficie cutanea si secca dato che, in man­canza di tali componenti, la combinazione chimica di cui sopra fallisce e gli alcoli grassi vengono eliminati dai lavaggi.<br />
In sostanza il fatto che gli alcoli grassi vengano eliminati con lo shampooing fan­no si che la cute si disidrati dato che l’assenza di tali componenti non fa fissare i sali nelle cellule e quindi si instaura un <strong>processo di disidratazione</strong>.</p>
<h5>LOZIONI TROPPO ALCOLICHE</h5>
<p><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/lozioni.gif" alt="lozioni troppo alcoliche" align="left" />Gli alcoli non dovrebbero mai essere usati, o usati con grande prudenza sulla cute, a causa degli effetti essiccanti e disidratanti che hanno sulla cute.</p>
<h5>ABUSO DI SOSTANZE ALCALINO-RIDUCENTI-OSSIDANTI</h5>
<p><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/abuso_alcalini.gif" alt="abuso alcalini" align="left" />Queste sostanze sono composte da <strong>cheratoliti</strong> (prodotti che disgregano la cheratina) che rendono la <strong>cheratina</strong> friabile, fragile e disidratata.</p>
<h5>PHON CON ARIA TROPPO CALDA</h5>
<p><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/phon.gif" alt="phon con aria troppo calda capelli" align="left" />Il calore troppo secco ed intenso disidrata la <strong>cheratina</strong> e la rende friabile e fragile, in particolare questa azione si verifica dopo una prassi igienica quando i capelli e la cute passano da una fase in cui sono bagnati ad una fase in cui sono asciutti.</p>
<h4>DANNI PROVOCATI DALLA CUTE SECCA</h4>
<p>I danni provocati dall’essiccamento della cute sono tutt’altro che trascurabili; infatti la cute, essiccata e disidratata, è fragile e friabile e tende a desquamarsi. Inoltre l’impoveri­mento, o in alcuni casi addirittura l’assenza, del <strong>mantello acido-idro-lipidico</strong> fa man­care l’effetto <strong>autosterilizzante</strong> quindi la cute secca, con forfora costituisce un magnifico habitat per i <strong>microrganismi patogeni</strong> che sviluppano le infezioni. È conseguenza della mancanza di grassi se i capelli diventano secchi, ruvidi, opachi, porosi, fragili, spesso elettrizzati ed intricati.</p>
<h4>TRATTAMENTO LOCALE DELLA CUTE SECCA</h4>
<p>Ci si può prendere cura della cute secca con <strong>trattamenti locali</strong> adeguati contenenti so­stanze rigeneranti, idratanti e nutrienti, pertanto dei trattamenti locali formulati cor­rettamente dovranno svolgere le seguenti funzioni:</p>
<ul>
<li>Apportare grassi ed acqua artificialmente ed assolvere alla nutrizione della cute.</li>
<li>I grassi utilizzati per la nutrizione devono essere <strong>idrofili</strong> e di origine natu­rale.</li>
<li>Supportare il trattamento locale con un buon <strong>massaggio in profondità</strong> che disperderà le stagnazioni di tossine che induriscono la cute e comprimono i capillari sanguigni. Un buon massaggio di profondità ha un’azione di vasodilatazione superficiale con un maggiore apporto di <strong>sostanze nutritive</strong> (anabolismo), una conseguente eliminazione delle <strong>tossine</strong> (catabolismo) ed una stimolazione della <strong>secrezione seba­cea</strong>.</li>
</ul>
<p><a href="#su"><img src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2008/03/torna_su.gif" border="0" alt="torna su" /> Torna su</a></p>
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		<title>Aspetti scientifici &gt; Aspetti biologico-chimici</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 10:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Capelli]]></category>
		<category><![CDATA[caduta capelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Struttura del Capello Ciclo di Ricrescita In anatomia i capelli sono considerati degli annessi cutanei come le unghie, le ciglia, i peli e l’epitelio stratificato corneo detto epidermide. Il capello è costituito da due parti, una visibile detta fusto ed una insinuata in profondità nella pelle detta radice circondata dal follicolo pilifero a cui sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a title="struttura capello" href="http://www.dermes.it/struttura-del-capello/">Struttura del  Capello</a></li>
<li><a href="http://www.dermes.it/ciclo-di-ricrescita-2/">Ciclo di   Ricrescita</a></li>
</ul>
<p>In anatomia i capelli sono considerati degli <strong>annessi cutanei</strong> come le unghie, le ciglia, i peli e l’epitelio stratificato corneo detto <strong>epidermide</strong>.<br />
Il capello è costituito da due parti, una visibile detta <strong>fusto</strong> ed una insinuata in profondità nella pelle detta <strong>radice</strong> circondata dal <strong>follicolo pilifero</strong> a cui sono collegati una <strong>ghiandola sebacea</strong> ed un <strong>muscolo erettore del pelo</strong>.<br />
Il capello, visto nella sezione trasversale del fusto, è formato da più strati; infatti partendo dall’esterno all’interno si notano la <strong>cuticola</strong>, la <strong>corteccia</strong> ed il <strong>midollo</strong>.<br />
La parete che accoglie il <strong>follicolo</strong> è formata da due strati il primo dei quali si chiama <em>epidermide del follicolo</em>, mentre il secondo, che continua in profondità, è detto <em>guaina del follicolo</em>.</p>
<p><a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/sezione-capello1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-909" title="sezione-capello" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/sezione-capello1.jpg" alt="" width="130" height="150" /></a>La <strong>radice</strong> termina nel derma sottocutaneo con un ingrossamento ovalare detto <strong>bulbo</strong> nel quale si innesta la <strong>papilla dermica</strong> che contiene dei terminali nervosi e dei vasi sanguigni.<br />
Lo strato più profondo del follicolo si innesta in uno strato epiteliale germinativo detto <strong>matrice fondamentale del capello</strong> che, dato che le cellule di questa matrice continuano a moltiplicarsi, danno origine alla <strong>cuticola</strong>, alla <strong>corteccia</strong> ed al <strong>midollo</strong> con un processo del tutto uguale alla <strong>citomorfosi cornea</strong> (processo di sviluppo degli annessi cutanei.<br />
La molecola fondamentale nella <strong>citomorfosi cornea</strong> è la <strong>cheratina</strong> che è caratterizzata da una grande compattezza, durezza e resistenza agli stimoli meccanici. Questa molecola è formata da due proteina diverse: una ha forma filamentosa ed è povera di aminoacidi contenenti zolfo.<br />
La seconda delle due è invece molta rocca di aminoacidi solforati, ma non ha una forma organizzata e viene comunemente chiamata la <strong>matrice amorfa della cheratina</strong>. I filamenti della prima molecola verranno compattati dalla <strong>matrice amorfa</strong> e formeranno una sostanza cheratinica più complessa che con vari processi si trasformerà in uno strato corneo superficiale uniforme costituito da scagliette cheratiniche.<br />
Naturalmente la <strong>matrice fondamentale del capello</strong> darà vita ai tre strati del capello, la cuticola, la corteccia ed il midollo. La parte della corteccia costituisce la parte principale del capello ed è costituita dai <strong>fusi</strong> che si formano quando i filamenti della prima molecola si legano, tramite <strong>ponti disulfurei</strong>, alla cheratina contenuta nella <strong>matrice fondamentale</strong> formando un’unica struttura chiamata <strong>cistina</strong>.</p>
<p>Tra i vari <strong>fusi</strong> si depositano bollicine d’aria e granuli di pigmento che provengono da cellule chiamate <strong>melanoblasti</strong> che, grazie ai fenomeni di assorbimento e di riflessione della luce, determinano la tonalità del colore dei capelli.<br />
Ogni <strong>follicolo pilifero</strong> è dotato di un muscolo <strong>erettore del capello</strong> disposto trasversalmente in direzione obliqua; quando si contrae, oltre che facilitare la fuoriuscita del <strong>sebo</strong> dalle <strong>ghiandole sebacee</strong>, provvede al sollevamento e raddrizzamento del capelli che si dispone perpendicolarmente alla superficie cutanea dando luogo all’<strong>orripilazione</strong>, fenomeno meglio conosciuto come <em><strong>pelle d’oca</strong></em>.<br />
La forma del capello (lissotrico, cimotrico, ulotrico) viene con ogni probabilità determinata dalla radice ed è noto che le donne ed anche gli uomini che hanno i capelli lisci farebbero, come si suol dire, <em>carte false</em> per averli ondulati; quindi fin dall’antichità l’uomo si è dato da fare per creare un’arricciatura artificiale.</p>
<p>Il microscopio elettronico ci ha dimostrato che le catene di cheratina sono disposte secondo una struttura elicoidale chiamata <strong>Alfa-Cheratina</strong>; torcendo un capello si ottiene da parte dell’<strong>Alfa-</strong><strong>Elica</strong> una distensione delle catene cheratiniche, simile a quella che otterremmo stirando una molla metallica, fino a che diventi quasi dritta; tale catena si chiama <strong>Beta-Cheratina</strong>. Ovviamente eliminando la forza applicata la catena tornerà in posizione <strong>Alfa-Cheratina</strong> che è la condizione normale sia nel capello liscio che in quello ondulato. Le catene cheratiniche possono cambiare la loro disposizione <strong>solo</strong> in presenza di acqua, pertanto per ondulare i capelli lisci o lisciare i capelli ondulati è necessario bagnarli, metterli in tensione (bigodini, spazzole, ecc.) ed asciugarli con il phon o il casco; è ovvio che tale operazione deve essere eseguita quotidianamente o quasi.</p>
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		<title>Garanzia Svizzera per il problema capello</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 10:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centro tricologico]]></category>
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		<description><![CDATA[Garanzia Svizzera di Esperienza e Efficacia per il problema capello I capelli appartengono ad un universo non ancora completamente esplorato. La nostra decennale esperienza ci porta a poter affermare che molte delle problematiche legate ai capelli, ad eccezione delle patologie di esclusiva competenza medica, possono essere affrontate e risolte; ed in alcuni casi prevenute. È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Garanzia Svizzera di Esperienza e Efficacia per il problema capello</strong></p>
<p>I capelli appartengono ad un universo non ancora completamente esplorato.</p>
<p>La nostra decennale esperienza ci porta a poter affermare che molte delle problematiche legate ai capelli, ad eccezione delle patologie di esclusiva competenza medica, possono essere affrontate e risolte; ed in alcuni casi prevenute.</p>
<p>È però necessario affidarsi, senza perdere tempo, alle mani esperte e capaci di personale qualificato. Solo così è possibile affrontare e porre fine ai problemi dei capelli.</p>
<p>Affrontare il problema è possibile. Aiutarvi a risolverlo è il nostro mestiere.</p>
<p>Gli specialisti dell&#8217;Istituto Svizzero Dermes, operanti nei nostri centri svizzeri ed italiani, utilizzano da oltre dieci anni metodi testati ed efficaci, grazie ai quali hanno risolto migliaia di casi.</p>
<p>La soddisfazione dei nostri clienti ci spinge a migliorare continuamente la nostra professionalità. Molti di essi, felici dei risultati conseguiti e della pace ritrovata ci rilasciano entusiastiche dichiarazioni.</p>
<p>Grazie all&#8217;entusiasmo delle persone che si sono rivolte a noi e forti dei risultati conseguiti, continuiamo il nostro lavoro con serietà e professionalità aumentando la nostra esperienza e mettendola al servizio dei nostri clienti. Siamo appagati dai sorrisi della gente a cui diamo la giusta soluzione per ripristinare il normale equilibrio della cute e, di conseguenza, dei capelli rafforzandoli e rendendoli vitali e sani.</p>
<p>Prenota un Check-Up Gratuito e cerca la sede più vicina a Te.</p>
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		<title>Le calvizie</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 10:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La caduta dei capelli colpisce il 50% degli uomini tra i 30 e i 50 anni e l’80% dai 50 anni in su. In particolare l’alopecia androgenetica, meglio conosciuta come calvizie comune, è una delle principali responsabili e la si può riconoscere da una recessione della linea frontale nella chioma e dalla perdita dei capelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La caduta dei capelli colpisce il 50% degli uomini tra i 30 e i 50 anni e l’80% dai 50 anni in su. In particolare l’<strong>alopecia androgenetica</strong>, meglio conosciuta come <strong>calvizie comune</strong>, è una delle principali responsabili e la si può riconoscere da una recessione della linea frontale nella chioma e dalla perdita dei capelli a partire dal centro del cranio. Molto meno frequenti le altre forme di calvizie, come l’<strong>alopecia cicatriziale</strong> (perdita di capelli in determinate aree), l’<strong>alopecia diffusa</strong> (perdita notevole di capelli per un breve periodo di tempo) o l’<strong>alopecia areata</strong> (perdita di piccole porzioni di capelli circolari).</p>
<p>CLASSIFICAZIONE DELLA CALVIZIE MASCHILE</p>
<p style="text-align: left;">La prima classificazione androgenetica nell&#8217;uomo è datata 1951, ad opera del <strong>Dottor James B. Hamilton</strong>. Il metodo usato da Hamilton fu quello di dividere in otto gruppi 312 uomini e 214 donne di razza caucasica con un&#8217;eta tra i 20 e gli 89 anni, presi in esame da tempo.<a href="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/scala_hamilton1.jpg"><img class="size-full wp-image-1129    aligncenter" title="scala_hamilton1" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2010/01/scala_hamilton1.jpg" alt="" width="500" height="201" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ogni gruppo viene definito in base alla quantità di capelli che si dirada progressivamente e sulle zone del cuoio capelluto interessate.</p>
<p>Lo studio condotto da Hamilton portò ai seguenti risultati:<br />
1. Dopo la completa maturazione sessuale almeno il 96% degli uomini e il 79% delle donne raggiungono lo stadio II della scala Hamilton.<br />
2. Il 58% degli uomini sopra i 50 anni rientravano nel modello dal tipo V al tipo VIII, con uno stabilizzarsi della calvizia verso i 70 anni.<br />
3. Praticamente il 99% degli uomini rientrano nelle casistiche rappresentate nella sua scala.<br />
4. Il 25% delle donne dopo i cinquant&#8217;anni svilupperebbe calvizie perlomeno di tipo IV.</p>
<p><strong>Oggi la scala di Hamilton è utilizzata per classificare la maggior parte delle calvizie negli uomini.</strong></p>
<p>CLASSIFICAZIONE DELLA CALVIZIE FEMMINILE</p>
<p style="text-align: left;">Ludwig ha classificato le calvizie di modello femminile con evoluzione semplificata rispetto alla scala maschile, dividendola in tre classi in funzione della densità dei capelli.<br />
<img class="aligncenter" title="classificazione calvizie femminile ludwig" src="http://istitutosvizzerodermes.it/wp-content/uploads/2009/05/scala_ludwig.jpg" alt="classificazione calvizie femminile ludwig" width="415" height="150" align="center" /><br />
Ecco le tre classi nel dettaglio:<br />
<strong>Tipo I.</strong> Diradamento appena percettibile dei capelli sulla corona. È limitato ad una linea situata 1-3 centimetri dietro la linea frontale<br />
<strong>Tipo II.</strong> Rarefazione pronunciata dei capelli sulla corona.<br />
<strong>Tipo III.</strong> Diradamento molto avanzato su tutta l&#8217;area interessata nel tipo I e II. Le donne che vi rientrano (molto rare) dovrebbero sottoporsi ad un accertamento per valutare la possibilità che si trovino in uno stato iperandrogeno come quelle donne in periodo premenopausale che assumono uno schema maschile con una profonda recessione frontale.</p>
<p>Oltre alla perdita di capelli, si possono notare sintomi di &#8220;fragilità&#8221; del capello, untuosità, pelle d&#8217;oca, prurito, bruciore e ipersensibilità del cuoio capelluto.<br />
prontamente camuffati.</p>
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		<title>I problemi di capelli nelle varie eta&#8217;</title>
		<link>http://www.dermes.it/i-problemi-di-capelli-nelle-varie-eta/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 10:06:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Capita a volte di ritrovarsi ad osservare le persone che ci circondano sui mezzi pubblici, al ristorante, per strada, capita di notare la loro capigliatura… alcune molto belle, altre con evidenti problemi di diradamento. Ebbene, vi siete mai chiesti cosa fareste se vi trovaste voi in quella situazione? Se foste voi le persone osservate in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capita a volte di ritrovarsi ad osservare le persone che ci circondano sui mezzi pubblici, al ristorante, per strada, capita di notare la loro capigliatura… alcune molto belle, altre con evidenti problemi di diradamento. Ebbene, vi siete mai chiesti cosa fareste se vi trovaste voi in quella situazione? Se foste voi le persone osservate in modo strano perché c’è qualche cosa che non va nella vostra capigliatura?<br />
Questo problema può interessare tutte le fasce d’età, purtroppo!</p>
<p><em><strong>Giovani</strong></em></p>
<p><img class="alignleft" title="caduta capelli diventare calvi e stempiati giovani " src="http://istitutosvizzerodermes.it/wp-content/uploads/2009/06/caduta-capelli-giovani.jpg" alt="caduta capelli diventare calvi e stempiati giovani " width="250" height="188" />Molti ragazzi con un’età compresa tra 20-25 anni si rasano, ma non tutti per seguire una moda: spesso perché iniziano a perdere i capelli!<br />
Molte ragazze giovani hanno una chioma che inizia a sfoltirsi: è brutto da dirsi ma sembrano quasi malate!<br />
Se presa in tempo, la perdita di capelli può essere risolta.  I giovani possono continuare ad avere una bella capigliatura, basta solo voler fare qualcosa per salvare i propri capelli.</p>
<p>Avere un problema di capelli a 20 anni vuol dire rassegnarsi all’idea che a 30 ci sarà un problema più grosso ed a 40 i capelli di cui ci saremmo potuti occupare ormai non ci sono più!<br />
Gli amici e le amiche che non hanno questo problema, vivono serenamente, non hanno paura di essere presi in giro, non temono la piscina o il mare che potrebbero evidenziare ancora di più il problema.<br />
Prevenire , in età giovane, può essere veramente la mossa vincente!!</p>
<p><em><strong>Adulti</strong></em></p>
<p><img class="alignleft" title="caduta capelli uomini" src="http://istitutosvizzerodermes.it/wp-content/uploads/2009/06/caduta-capelli-uomini.jpg" alt="caduta capelli uomini" width="250" height="180" />Succedono tante cosa nella vita, sia belle che brutte, e il nostro fisico prima o poi presenta il conto: lo stress lavorativo e quotidiano, la gravidanza, un cambio di città e di lavoro.</p>
<p>E intanto vediamo che nel lavandino ci sono sempre più capelli e iniziamo e diradarci! Non ci sediamo sul tram per paura che &#8220;ci guardino dall’alto&#8221;, non prendiamo più il sole senza cappello, li teniamo sempre più corti e magari nostro marito/moglie si vanta di avere ancora una bella chioma!</p>
<p>Non possiamo permettere che un problema di capelli ci condizioni la vita adesso! Abbiamo tutto il diritto di sentirci ancora belli, ancora attraenti, ancora sicuri di noi. Forse è veramente arrivato il momento di fare qualcosa per noi stessi e affrontare la seconda parte della nostra vita ancora con un aspetto piacevole ed una marcia in più.</p>
<p><em><strong>Anziani</strong></em></p>
<p><img class="alignleft" title="caduta capelli anziani" src="http://istitutosvizzerodermes.it/wp-content/uploads/2009/06/caduta-capelli-anziani.jpg" alt="caduta capelli anziani" width="250" height="193" />Quante volte ci scopriamo a rivedere le foto di quando eravamo giovani e ci scopriamo a rimpiangere quella chioma per cui tutti ci facevano i complimenti&#8230;</p>
<p>Non cadiamo nell’errore di pensare che tanto, siccome siamo anziani, non c’è più niente da fare. Pensiamo invece che possiamo mantenere in forze i capelli che abbiamo, possiamo renderli dei capelli resistenti e robusti e goderci in serenità la nostra vita.</p>
<p>Ognuno di noi può o potrebbe ritrovarsi in una condizione simile a quelle  descritte e ognuno di noi ha la possibilità di uscire da quella condizione, facendosi aiutare, accompagnato ed assistito in un percorso che vede, ogni giorno sempre di più un miglioramento dei propri capelli ed una serenità data dal fatto che non dovremmo più preoccuparci per la nostra capigliatura.</p>
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		<title>Domande e risposte sui capelli</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 08:51:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quanti capelli ci sono sulla mia testa? Mediamente possiamo trovare 100 mila follicoli sulla nostra testa. In ogni follicolo, nell&#8217;arco di vita della persona presa in esame, ciclicamente cresceranno circa 20 capelli. Come posso considerare &#8220;normale&#8221; la perdita di capelli È consuetudine perdere tra i 10 ed i 100 capelli al giorno. Questi capelli che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quanti capelli ci sono sulla mia testa?</strong></p>
<p>Mediamente possiamo trovare 100 mila follicoli sulla nostra testa. In ogni follicolo, nell&#8217;arco di vita della persona presa in esame, ciclicamente cresceranno circa 20 capelli.</p>
<p><strong>Come posso considerare &#8220;normale&#8221; la perdita di capelli</strong></p>
<p>È consuetudine perdere tra i 10 ed i 100 capelli al giorno. Questi capelli che cadono sono arrivati alla fine del loro ciclo di crescita, ed è per questo che cadono in maniera naturale. Agenti meccanici, come shampoo, pettine e spazzola facilitano la caduta. Se questa perdita si protrae nel tempo è perché ci potrebbe essere un problema, per questo conviene contattare un tricologo per un&#8217;attenta analisi del cuoio capelluto.</p>
<p><strong>Perché oltre una determinata lunghezza i nostri capelli non possono più crescere?</strong></p>
<p>La massima lunghezza dei nostri capelli aumenterà con il passare del tempo, fino ad un massimo, determinato in maniera genetica. Questo valore dipende dal nostro ciclo di crescita del capello (<a href="http://istitutosvizzerodermes.it/ciclo-di-ricrescita-dei-capelli/">anagen</a>). Il periodo in cui può durare l&#8217;anagen ha un valore massimo di 6 anni ed in questo periodo i nostri capelli cresceranno fino alla fine del loro ciclo di vita. Dopodiché avverrà la perdita del capello in maniera del tutto naturale.</p>
<p><strong>Lavando i capelli c&#8217;è rischio che aumenti la nostra calvizie?</strong></p>
<p>Il lavaggio dei capelli non è causa di caduta dei capelli prima del termine del loro ciclo vitale. Quelli che puoi trovare nella doccia dopo lo shampoo erano già caduti prima di iniziare a lavarli. Come già detto è normale perdere fino a 100 capelli al giorno. Chi li lava dopo un lungo lasso di tempo ne noterà di più di chi si fa uno shampoo quotidianamente. Non è necessario indice di calvizie, infatti alcuni capelli continueranno a crescere nei follicoli ora vuoti. Se non ti senti sicuro di questa rigenerazione puoi chiedere un check-up gratuito e i nostri esperti ti toglieranno ogni dubbio.</p>
<p><strong>Tagliando i capelli, cresceranno  più folti o più veloci?</strong></p>
<p>Lo spessore dei nostri capelli e la lunghezza del nostro anagen dipendono dai nostri geni. Il taglio o la rasatura dei capelli non influisce quindi sull&#8217;infoltimento della chioma o sulla velocità con cui cresceranno.</p>
<p><strong>Sovente mi prudono i capelli, anche dopo il loro lavaggio, che cosa significa?</strong></p>
<p>La sensazione del prurito è spesso indice di una qualche anomalia al cuoio capelluto come forfora o seborrea, generata talvolta da stress, circolazione sanguigna scarsa o, nel caso di una cute sensibile, da inquinamento e polvere. Grattarsi è ovviamente una soluzione tampone, utilizzare prodotti &#8220;specifici&#8221; non sempre dà il risultato sperato: quindi l&#8217;alternativa più corretta è rivolgersi ad uno specialista o, meglio ancora, ad un centro tricologico.</p>
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		<title>Il massaggio per i capelli</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 08:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centro tricologico]]></category>
		<category><![CDATA[Capelli]]></category>
		<category><![CDATA[cuoio capelluto]]></category>
		<category><![CDATA[prurito capelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il massaggio dei capelli rientra nella categoria dei massaggi ayurvedici e riguarda i capelli ed il cuoio capelluto. I principi di base sono quelli di un classico massaggio, ma, essendo il tocco dei capelli un tipo di vibrazione delicata e la zona interessata molto sensibile, gli effetti di risonanza sono particolarmente ampi. Questo massaggio tende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.dermes.it/wp-content/uploads/2009/05/massaggio-capelli.jpg" alt="" /></p>
<p>Il massaggio dei capelli rientra nella categoria dei massaggi ayurvedici e riguarda i capelli ed il cuoio capelluto. I principi di base sono quelli di un classico massaggio, ma, essendo il tocco dei capelli un tipo di vibrazione delicata e la zona interessata molto sensibile, gli effetti di risonanza sono particolarmente ampi.</p>
<p>Questo massaggio tende a rivitalizzare il cuoi capelluto stimolando l&#8217;irrorazione sanguigna con conseguente maggior afflusso di ossigeno e sostanze nutritive.</p>
<p><strong>Principali effetti sui capelli:</strong></p>
<ul>
<li>Rinforza</li>
<li>Dona lucentezza e vitalità</li>
<li>Stimola la crescita</li>
<li>Ritarda lo sviluppo dei capelli bianchi</li>
<li>Combatte dermatiti e forfora</li>
</ul>
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